Il Terzo Occhio photography in questo lavoro ci propone un viaggio nel mondo interiore di ciascuno, le immagini qui proposte sono una raccolta di stimoli visivi, fotografie, certamente autoreferenziali, ma in cui tutti noi possiamo ritrovare tracce di nostre precedenti esperienze. I sei autori del gruppo torinese il Terzo Occhio photography si misurano sul tema della memoria con un lavoro collettivo il cui titolo “ Arcipelago delle Memorie “ indica nel contempo, l’individualità delle scelte espressive e la comunanza unitaria di un progetto che scava nell’espressività fotografica cercando confini posti ben oltre il puro intento descrittivo.
Talvolta la fotografia conserva il suo tradizionale statuto come ne “ La memoria delle cose “ di Pier Paolo Viola – dove i colori si attenuano per sottolineare lo stemperarsi delle scritte sui muri, la policromia fatiscente di edifici sventrati, le tracce sempre più labili di antiche insegne – o come in “ Percorsi “ dove Marco Corongi insegue in un bianconero essenziale le tracce di un vecchio cimitero, di una chiesa abbandonata, di un macchinario tessile che sa conservare, nonostante l’abbandono, una antica e orgogliosa nobiltà.
Decisamente onirici appaiono invece “ La memoria ha scelto il mare e il vento “ che Franco Bussolino ha realizzato sovrapponendo immagini di volti familiari e di paesaggi e “ Sogni sospesi “ di Valerio Bianco dove la superficie fotografica viene attraversata da testi poetici.
Più radicale e fascinosa è la proposta di considerare la fotografia come installazione tridimensionale presente in “ Through my father’s eyes “ di Giorgio Veronesi e in “ La memoria del sale d’argento “ di Emilio Ingenito.
Veronesi sovrappone a una serie di fotografie digitali leggermente sfocate delle superfici trasparenti di plexiglas su cui compaiono volti serigrafati, collegate alle prime da lunghe viti-distanziatrici così da mostrare all’osservatore due immagini sovrapposte.
Ingenito presenta invece sette cassetti, all’interno di ognuno dei quali compaiono gruppi di fotografie sparse (in realtà si tratta di un’unica fotografia che le riproduce) in cui come in un ripostiglio sono conservate la storia di una famiglia, ritratti di antenati, rievocazione di cerimonie, gite o atteggiamenti decisi davanti all’obiettivo.
2003 – Alessandria – Palazzetto Conzani
2003 – Torino – Fondazione Italiana per la Fotografia
2004 – Torre Pellice (TO) – Centro Culturale Valdese
2005 – Foiano della Chiana (AR) – Centro Storico
2006 – Nice (F) – Pole St Jean d’Angély
2011 – Vercelli – StudioDieci
2003 – Arcipelago delle Memorie – Fondazione Italiana per la Fotografia • La Finestra Blu
Valerio Bianco
– Sogni sospesi –
Franco Bussolino
– La memoria ha scelto il mare e il vento –
Emilio Ingenito
– La memoria del sale d’argento –
Pier Paolo Viola
– La memoria delle cose –